BIOGRAFIA
1898.
Antonio Vincenzo Stefano Clemente nacque il 15 febbraio, in via Santa Maria Antesecoula,
nel rione Sanità, uno dei più poveri di Napoli da Anna Clemente e dal marchese Giuseppe
de Curtis.
1909.
Conseguì la licenza elementare, ma pur essendo stato iscritto al Collegio Cimino nel
palazzo del Principe di Santobuono si rifiutò di continuare gli studi, dichiarando da
subito di voler fare l'attore.
1912.
Comincia a frequentare i teatri di Napoli e a imitare le "macchiette" dei più
celebri comici del momento, ed in particolare quelle del 'fantasista eccentrico' Gustavo
De Marco.
1916.
Si presenta volontario al Distretto militare di Napoli che lo destinò al 22° Reggimento
di Fanteria di stanza a Pisa dove sopportò soprusi e umiliazioni a causa di un caporale
dispotico. Fu poi trasferito al 182° Battaglione di Fanteria destinato in Francia, ma si
trasferì ancora presso l'87° Reggimento di Fanteria e l'88° di stanza a Livorno. Inizia
a lavorare con l'impresario Eduardo D'Acierno nei teatri periferici napoletani.
1919.
Ha un grande riscontro di pubblico alla Sala Napoli, in piazza Carità, con la parodia
della canzone "Vipera", da lui trasformata in "Vicoli". Molto successo
anche l'anno successivo con il repertorio delle sue macchiette al Trianon.
1922.
I genitori, che nel frattempo avevano regolarizzato col matrimonio la loro situazione
familiare, si trasferiscono a Roma e sarà lì che Antonio de Curtis, in arte Totò,
ottenne la prima scrittura presso il Salone Elena nella compagnia dell'impresario Umberto
Capece. Viene scritturato come "straordinario", e cioè, un elemento da
utilizzare solo sporadicamente e senza alcun compenso, in quanto la sua attività veniva
considerata alla stregua di una scuola di recitazione, gentilmente concessa dal capocomico
e non retribuita. Con la sua imitazione di Gustavo De Marco si presenta al Teatro
Jovinelli, il popolare teatro di varietà romano. Scritturato da Beppe Jovinelli, ottiene
successo pieno per le sue interpretazioni di: "Il bel Ciccillo",
"Paraguay", "Se fossi ricco". Lavora per un breve periodo a Napoli, al
Teatro Orfeo e al Salone Margherita. Poi è di nuovo a Roma, dove tramite il suo barbiere
Pasqualino, riesce a farsi scritturare al Teatro Sala Umberto, in una delle più
prestigiose sale di varietà dell'epoca.
1927.
Entra a far parte della Compagnia Maresca n. 2, di cui è soubrette Isa Bluette e
partecipa alle riviste: "Madama follia", "Il Paradiso delle donne",
"Girotondo", "Mille e una donna".
1928.
Passa poi alla Compagnia Maresca n. 1, con la bellissima soubrette Angela Ippaviz
(dall'estate del '28 all'estate del '29). E' protagonista di un repertorio misto di
riviste e di operette. ( "Peccati
e poi virtudi", "La stella del
Charleston", "Si
Susette", "Monna Eva", "La giostra
dell'amore", "Margery", " Clo Clo"). Nello stesso anno viene
legalmente riconosciuto da suo padre Giuseppe de Curtis.
1929.
Ha una relazione con la celebre e corteggiatissima "sciantosa" Liliana
Castagnola, poco più che trentenne, nota per il suo fascino e per le sue passioni
travolgenti.
1930.
Totò accetta di andare in tournée con la compagnia della soubrette Cabiria, e di
lasciare Napoli. La Castagnola, sentendosi abbandonata, si suicida ingerendo un tubetto di
sonniferi la notte del 3 marzo. Totò rimasto sconvolto, decise di seppellire Liliana
nella tomba della famiglia de Curtis, e stabilì, qualora avesse avuto una figlia, invece
di battezzarla col nome della nonna paterna, secondo l'uso napoletano, l'avrebbe chiamata
Liliana
1931.
Scritturato nuovamente dall'impresari Maresca dà il nome alla compagnia con cui va in
tournèe. Il 28 agosto, a Firenze, conosce Diana Bandini Lucchesini Rogliani, che solo in
seguito diventerà sua moglie.
1933.
Il 10 maggio mentre Totò è impegnato nella rivista "Al Pappagallo" al Teatro
Eliseo di Roma, all'Hotel Ginevra nasce la figlia Liliana. Nello stesso anno il marchese
Francesco Maria Gagliardi Focas lo adotta trasmettendogli i suoi titoli nobiliari.
1935.
Il 6 marzo sposa Diana nella chiesa romana di San Lorenzo in Lucina, alla presenza di
pochi intimi e della figlia Liliana, vestita di trine in braccio alla governante.
1937.
Debutta nel cinema in "Fermo con le mani" di Gero Zambuto, a cui segue nel 1939
"Animali pazzi" da un soggetto di Carlo Ludovico Bragaglia con la regia di
Amleto Palermi.
1938.
Tournée in Etiopia con "Cinquanta milioni c'è da impazzire" e altre riviste.
1939.
Ottiene in Ungheria l'annullamento del matrimonio con Diana, ma rimarrà insieme a lei
fino al 1950.
1940.
Mentre in cinema è impegnato in "San Giovanni decollato" tratto da una commedia
di Nino Martoglio, in teatro comincia la collaborazione con Michele Galdieri, autore di
quasi tutte le riviste interpretate da Totò fino al 1949.
1944.
Ricercato dai tedeschi per le provocazioni che aveva lanciato nella rivista "Che si
son messi in testa?", successivamente modificato dalla censura in "Che ti sei
messo in testa?", per evitare l'ordine d'arresto si rifugia a casa di un amico.
1945.
Suo padre Giuseppe muore nella casa del figlio. Il 18 luglio il Tribunale di Napoli gli
riconosce il diritto di fregiarsi dei nomi e dei titoli di Antonio Griffo Focas Flavio
Angelo, Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, Altezza Imperiale,
Conte Palatino, Cavaliere del Sacro Romano Impero, esarca di Ravenna, duca di Macedonia e
di Illiria, principe di Costantinopoli, di Cicilia, di Tessaglia, di Ponto, di Moldavia,
di Dardania, del Peloponneso, conte di Cipro e di Epiro, conte e duca di Drivasto e di
Durazzo.
1946.
Tournèe in Spagna, a Barcellona con la rivista "Entra dos luce".
1947.
Nel cinema "I due orfanelli" ottiene un successo di pubblico, da allora fino al
'56/'57 ogni anno un film di Totò è sempre nell'elenco dei primi dieci più visti.
1948.
Muore la madre Anna Clemente de Curtis.
1949.
Sempre più coinvolto nel cinema, ottiene con la rivista "Bada che ti mangio" il
suo ultimo significativo successo teatrale.
1951.
Riceve il Nastro d'Argento dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici come
miglior attore protagonista dell'anno per "Guardie e ladri" di Steno e
Monicelli. Nello stesso anno scrive musiche e testi di numerose canzoni, tra cui la
celebre "Malafemmina".
1952.
Conosce Franca Faldini, allora ventunenne, che sarà sua compagnia fino alla morte.
Partecipa al IV Festival di San Remo con la canzone "Con te", interpretata da
Katina Ranieri e Achille Togliani.
1954.
Il 12 ottobre ha un figlio da Franca Faldini, chiamato Massenzio, che muore poche ore dopo
la nascita.
1956.
E' di nuovo in teatro nella rivista "A prescindere", ma nello stesso anno è
costretto ad interrompere la tournèe per una malattia agli occhi che lo farà rimanere
cieco per più di un anno.
1958.
Riceve il Microfono d'Argento
1959.
Nel novembre riceve dall'Anica una targa d'oro in riconoscimento della sua lunga carriera
artistica e del suo contributo al cinema italiano.
1964.
Pubblica con l'editore Fausto Fiorentino di Napoli una raccolta di poesie napoletane
scritte negli ultimi decenni, intitolato "A livella".
1966.
Incontra Pier Paolo Pasolini per cui interpreta "Uccellacci e uccellini" e i due
cortometraggi "La terra vista dalla luna" e "Che cosa sono le
nuvole?". Per l'interpretazione di "Uccellacci e uccellini" gli vengono
assegnati il Nastro d'Argento, e il Globo d'oro.
1967.
Muore a Roma, nella sua casa, il 15 aprile per una crisi cardiaca. Dopo la cerimonia
funebre svolta a Roma, la salma viene trasportata a Napoli, dove una moltitudine di
persone presenti, dall'uscita dell'autostrada fino alla Basilica del Carmine Maggiore,
danno l'estremo saluto a Totò, prima della sepoltura nella Cappella de Curtis al Cimitero
del Pianto.